L'autunno è la stagione in cui Novara smette di essere soltanto una città di passaggio fra Milano e Torino e diventa un posto con un carattere suo. La pianura cambia colore, il centro si riempie di nuovo nel tardo pomeriggio, il Teatro Coccia riapre il sipario e la cucina novarese torna quella che è sempre stata: sostanziosa, contadina, fatta per le giornate corte.
Fra ottobre e dicembre Novara si visita con un'idea diversa in testa: che non tutte le città vanno viste col sole alto.
La campagna dopo la mietitura
Se in primavera le risaie sono acqua e riflessi, in autunno sono tutt'altro. Dopo la raccolta i campi restano bassi, dorati, tagliati netti dagli argini e dalle file di pioppi. Le strade di campagna intorno a Novara — quelle che d'estate nessuno guarda — diventano improvvisamente fotogeniche, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando la foschia si alza dai fossi e resta sospesa a mezz'altezza.
La nebbia, qui, non è un difetto: è parte del paesaggio. La presenza delle risaie aggiunge umidità rispetto ad altre zone della pianura, e il risultato è quel grigio morbido che ammorbidisce i profili e che, se lo prendete per quello che è, ha un fascino tutto suo. Nelle giornate limpide, al contrario, l'aria lavata dalla pioggia regala viste lunghissime verso le Alpi.
La stagione del Teatro Coccia
Il Teatro Carlo Coccia fu inaugurato nel dicembre del 1888 ed è l'unico Teatro di Tradizione del Piemonte, con una sala da circa novecento posti. La sua programmazione si concentra tradizionalmente fra l'autunno e la primavera, con la lirica affiancata da prosa, danza, concerti e appuntamenti fuori formato.
È a pochi minuti a piedi da casa nostra: si esce dopo cena, si cammina, e si rientra senza prendere l'auto né cercare parcheggio. Il cartellone viene presentato ogni anno e cambia di stagione in stagione: per titoli, date e biglietti fate riferimento direttamente al sito ufficiale del teatro. Se ci dite che vi interessa, vi segnaliamo volentieri cosa c'è nelle serate del vostro soggiorno.
La tavola novarese si fa densa
L'autunno è la stagione giusta per assaggiare quello che il Novarese sa fare meglio:
- La paniscia novarese, il piatto simbolo: un risotto con fagioli borlotti, verza e salame conservato sotto grasso. Nasce come cucina povera e contadina, e al primo cucchiaio si capisce perché sia sopravvissuta.
- Il Gorgonzola DOP, di cui il Novarese è da decenni una delle aree produttive principali, nelle due versioni dolce e piccante.
- Il riso in tutte le sue forme: la varietà Carnaroli è di casa e qui i risotti sono la normalità, non un piatto da carta.
- I biscottini di Novara, leggerissimi, fatti solo con uova, zucchero e farina, da inzuppare in un bicchiere di vino da dessert o nel latte a colazione.
Non facciamo nomi di locali su questa pagina, perché le insegne cambiano e non vogliamo mandarvi davanti a una serranda abbassata. Chiedeteci quando arrivate: vi diciamo dove andiamo noi.
Le colline: vendemmia e colore
A nord della città, dove la pianura si increspa, ci sono le colline novaresi: la zona di Ghemme, Sizzano, Fara, Boca, Romagnano. In autunno è il territorio del Nebbiolo, che qui si chiama tradizionalmente Spanna, e delle denominazioni storiche del Novarese — Ghemme DOCG, Boca, Fara e Sizzano, insieme alla più ampia Colline Novaresi DOC.
È anche il periodo migliore per percorrere un tratto del Cammino delle Colline Novaresi, l'itinerario che collega i borghi vitati fra Oleggio e Briona passando per i ricetti medievali e per il santuario antonelliano del Santissimo Crocifisso di Boca. Le visite in cantina vanno sempre concordate in anticipo con le aziende: in vendemmia si lavora, e non tutte ricevono senza appuntamento.
Cosa serve sapere prima di partire
Portate qualcosa di impermeabile e scarpe che non temano l'umido: in autunno la pianura è generosa di pioggia e di rugiada. Se guidate al mattino presto o dopo il tramonto, tenete conto della nebbia e allungate i tempi: i nostri chilometri, in questa stagione, valgono un po' di più.
Da noi trovate due appartamenti indipendenti con cucina, bagno privato e veranda o balcone, in pieno centro città. Avere una cucina in autunno significa poter rientrare, accendere il fornello e cenare quando vi pare, senza dipendere da orari altrui. Il check-in è dalle 14:30, il check-out entro le 10:00, gli animali sono ammessi su richiesta. Per qualsiasi cosa — un orario, un consiglio, il teatro — scriveteci su WhatsApp al +39 338 891 9005.
Dormire in centro a Novara
Il Broletto B&B sono due appartamenti indipendenti in Via Sottile 6, a due passi dal centro storico, dalla stazione e dai monumenti: cucina propria, bagno privato e uno spazio all'aperto per ogni alloggio.
